Due riconoscimenti per la Scuola di dottorato in Scienze umanistiche

Due riconoscimenti importanti sono arrivati per la Scuola di dottorato in Scienze umanistiche dell’università di Verona: Francesca Dainese ha vinto il concorso “Europa e giovani” promosso dall’Istituto Regionale Studi Europei di Pordenone con un saggio su “Björn Larsson e l’insostenibile leggerezza dell’essere liberi” ed Elena Quaglia il Prix des Jeunes Chercheurs de la Fondation des Treilles con la tesi di dottorato “L’Identité juive en question: Irène Némirovsky, Patrick Modiano, Marc Weitzmann” che verrà discussa il 7 giugno. Le dottorande sono seguite dalla referente scientifica Rosanna Gorris Camos, docente di Letteratura francese.

“I premi ottenuti rappresentano un grande risultato”, spiega Arnaldo Soldani, direttore della Scuola di dottorato in Scienze umanistiche. “In questi anni come Scuola abbiamo cercato di favorire al massimo la possibilità da parte dei nostri dottorandi di confrontarsi con la realtà scientifica internazionale e nazionale attraverso un programma di mobilità e invitandoli a partecipare a eventi in cui potessero mettersi in competizione per valutare le proprie reali capacità e la possibilità di spendere le proprie competenze scientifiche all’interno del grande mercato della ricerca internazionale”.

Francesca Dainese. Nell’ambito del Festival Dedica 2017, svoltosi a Pordenone dall’11 al 18 maggio e quest’anno dedicato alla figura di Björn Larsson, è stato consegnato il premio speciale Thesis associazione culturale Pordenone a Francesca Dainese, per il suo saggio sullo scrittore svedese. Dottoranda di Lingue, letterature e culture straniere moderne dell'università di Verona e de l'Université Sorbonne Nouvelle - Paris 3, Francesca Dainese lavora sotto la supervisione dei docenti Rosanna Gorris Camos e Bruno Blanckeman sul problema identitario di tre autori francesi contemporanei di origine ebraica: Pérec, Gary e Modiano.

Nella motivazione della commissione esaminatrice del concorso “Europa e giovani 2017”, promosso ed organizzato dall'Istituto Regionale Studi Europei di Pordenone, si evidenzia il valore dell’opera, tra le 500 presentate da studenti italiani ed esteri: “chiarezza argomentativa, ampiezza di riferimenti bibliografici, qualità di stile, [essa] mette in luce come Björn Larsson traduca l’innata vocazione alla libertà nella ricerca di un percorso di vita e di scrittura autonomo e in continua ridefinizione: un’esperienza che, filtrata nelle sue opere, offre al lettore l'occasione per interrogarsi sulla libertà di concepire diversamente se stessi e la propria esistenza”.

Nel suo saggio, Francesca Dainese riflette sull'idea di libertà raccontata da Björn Larsson, a partire dal romanzo Besoin de liberté, in cui l'autore scrive in lingua francese per esercitare tutte le sue possibilità di demiurgo, aldilà di ogni barriera linguistica e culturale. Lo "spaesamento” ricercato in una lingua "altra" è il primo esercizio di libertà di uno scrittore che spesso viene identificato (solamente) nell'immaginario nordico delle sue origini.

È possibile leggere e scaricare l’elaborato al link: http://www.centroculturapordenone.it/irse/concorsi/europa-e-giovani/Premiazione_E_e_G/irse_tesine_e-g2017".
 
Elena Quaglia. La tesi intitolata "L'Identité juive en question: Irène Némirovsky, Patrick Modiano, Marc Weitzmann" svolta dalla dottoranda Elena Quaglia ha ottenuto nel 2017 il Prix "Jeune Chercheur" de la Fondation des Treilles (http://www.les-treilles.com/); il lavoro è in cotutela tra l’università di Verona e l’université Paris Nanterre, diretto dai referenti Rosanna Gorris Camos e Dominique Viart e verrà discusso il 7 giugno nell’ateneo veronese. La tesi approfondisce la scrittura del pensiero ebraico in letteratura francese analizzando le opere di tre scrittori con l’obiettivo di studiare l’evoluzione del rapporto tra scrittura ed ebraicità in diverse generazioni di autori e osservare le mutazioni della coscienza letteraria ebraica.

Le opere di Némirovsky, Patrick Modiano e Marc Weitzmann sono emblematiche di una messa in discussione dell'identità ebraica attraverso la riappropriazione, a volte ambigua e deviata, del discorso antisemita. L'analisi dei testi apre una prospettiva specifica sulla letteratura francese e i suoi sviluppi più recenti legati in particolare alla questione del terrorismo, alla situazione in Medio Oriente e ai rapporti con Israele; la memoria dei campi di concentramento inoltre è al centro non solo degli scritti di autori di origini ebraiche ma, più in generale, delle attuali tendenze della letteratura francese.

Non è il primo riconoscimento per Elena Quaglia e i suoi studi: in precedenza la stessa ha ricevuto per due anni una borsa di studio della Fondation pour la Mémoire de la Shoah", del programma Histoire de l'antisémitisme et de la Shoah (http://www.fondationshoah.org/).
 
“È un grande risultato per il corso di dottorato in Lingue, letterature e culture straniere moderne”, commenta la referente scientifica delle dottorande Rosanna Gorris Camos. “Entrambe le studentesse sono impegnate su temi di grande interesse mondiale quali la questione identitaria ebraica, la multiculturalità, l’incontro tra culture e di come l’ebraismo si rifletta nel pensiero contemporaneo”.