Novità nell’Offerta Formativa del Dipartimento di Culture e Civiltà per l'a.a. 2017/2018

Il corso di laurea triennale in Scienze della comunicazione ritorna ad essere ad accesso programmato con 240 posti disponibili. Questa la novità dell’offerta formativa del dipartimento Culture e civiltà per l’anno accademico 2017-2018. La prova scritta di selezione è in programma il 6 settembre con preiscrizione al test entro il 23 agosto alle 12.

Molte le tematiche nel programma di studi: discipline della comunicazione, editoria e giornalismo, informatica, linguistica, scienze umane e sociali, filosofia, sociologia, psicologia e storia contemporanea. Per illustrare obiettivi e dettagli del corso di laurea triennale abbiamo intervistato Denis Delfitto, presidente del consiglio didattico di Scienze della comunicazione.
 
Perché iscriversi a questo corso di laurea? Quali sono le caratteristiche e cosa lo rende competitivo?  
L’aspetto più attraente di questo corso di studio è rappresentato dalla possibilità di combinare l’acquisizione di alcune competenze specifiche utili per l’inserimento in alcuni ambiti lavorativi con una introduzione a discipline fra le più appassionanti nel quadro delle scienze umane e sociali, dalla sociologia alla psicologia fino alla linguistica, senza peraltro dimenticare la filosofia e l’informatica. In questo modo i tre anni di studio possono diventare non solo uno strumento per cominciare a familiarizzarsi con le moderne tecniche di gestione e trasferimento dell’informazione  e di organizzazione della comunicazione, nei diversi ambiti in cui queste tecniche si attuano, ma anche un’esperienza unica per capire dove stiano veramente i propri interessi, al fine di orientare in modo ottimale le proprie future scelte di studio e/o lavoro.
 
Quali sono gli sbocchi professionali sul mercato del lavoro?  
Direi che occorre prendere le distanze dai miti (come quello di un facile inserimento nel mondo del giornalismo) e pensare invece all’importanza di acquisire competenze tecniche nella gestione della comunicazione pubblica e d’impresa, così come nella comunicazione d’immagine applicata alla pubblicità e ad altri domini, e più in generale nella gestione dei sistemi di trasferimento dell’informazione. Dobbiamo quindi pensare a sbocchi professionali in qualità di addetti e assistenti nell’ufficio stampa di aziende pubbliche e private; di esperti nella gestione delle relazioni pubbliche in aziende private; di esperti nella creazione e nella gestione dei siti web; di esperti nell’applicazione dei nuovi media alle strategie pubblicitarie e di marketing.
 
In base alla sua esperienza personale, ha consigli, suggerimenti o punti da evidenziare sul corso?
Credo sia importante che lo studente si impegni a sviluppare una propria visione del tipo di competenze e conoscenze da acquisire e da investire nella società. Non dobbiamo dimenticare che nelle società più avanzate è proprio la creatività dei singoli a creare nuove figure professionali e nuove opportunità di lavoro. In questo senso il mio consiglio agli studenti è di utilizzare al meglio le possibilità offerte dai laboratori professionalizzanti, dagli stage, dalle possibilità di soggiorno all’estero nel quadro dell’Erasmus e di altri programmi di internazionalizzazione. Da parte nostra l’impegno dovrebbe invece essere quello di moltiplicare quantità e qualità delle possibilità di formazione, ed in questo senso mi auguro che l’ateneo possa e voglia investire sempre di più in questo corso di studio, che credo sia importante per il nostro territorio.