Seconda campagna di scavi a Tarquinia

È iniziata la seconda campagna di scavi a Tarquinia, nell’area residenziale di epoca romana riportata in luce da un gruppo di studenti e studiosi di ateneo diretti da Attilio Mastrocinque, docente di Storia romana del dipartimento di Culture e Civiltà. Iniziato il 23 giugno dello scorso anno, il progetto si sta svolgendo con il supporto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale​ e dell’università Agraria di Tarquinia.

“Si sta mettendo in luce una vasta abitazione di epoca romana, articolata in varie fasi, dalla tarda repubblica al tardo impero. L'area è dotata di molti pozzi, cisterne e una fontana. I pavimenti di età augustea sono particolarmente belli, composti da elementi fittili con inserti in marmo bianco, che compongono motivi geometrici raffinati”, spiega Attilio Mastrocinque. “Delle fasi di II secolo restano vari elementi figurati in terracotta che decoravano la parte alta di edifici residenziali o di culto. Reperti di carattere votivo da un tempio tardo-repubblicano sono venuti alla luce fuori dal loro contesto originario”.

In quest’area residenziale è stata rinvenuta nel 2013 una statua del dio persiano Mithra: il luogo dove si praticava questo culto misterico ancora non è stato individuato, ma è oggetto di indagine. Fra i reperti più importanti vi è un disco marmoreo con inserti di marmi colorati, proveniente con probabilità dal capitello di una colonna in una residenza di altissimo livello.